20 Aprile 2026

Il tempo di Quaresima si apre con una gioiosa notizia: Gesù si è liberato da Satana per liberarci da Satana. Attraverso il racconto dell’evangelista Matteo siamo condotti con Gesù nel deserto, dov’era arrivato – dopo il Battesimo – sospinto dallo Spirito per essere tentato.

All’inizio di questo tempo sacro siamo messi davanti ad uno dei nostri limiti più grandi: la tentazione. L’esperienza di Gesù, però, diventa luce e forza nei nostri sforzi umani di resistere alle seduzioni di Satana. Innanzitutto, siamo messi in guardia dalla trappola di pensare che obbedire a Dio significa farci del male, perché con le sue “regole” ci priva di qualcosa, al contrario di ciò che fa il tentatore, illudendoci di essere liberi. Dobbiamo ricordare che non esiste libertà se ci vendiamo a Satana.

Manipolare la realtà in funzione della nostra fame (prima tentazione), tentare Dio pretendendo che assecondi le nostre iniziative perché tutto deve essere possibile, scendere a compromessi con il male per ottenere potere e successo, magari per un buon fine, non ci rendono liberi, ma schiavi delle nostre voglie e passioni.

Illusi – come Eva - di essere “di più”, di diventare “come Dio”, ci ritroviamo senza dignità, vergognandoci di noi stessi, alla ricerca di un posto dove nasconderci. La tentazione ha un obiettivo intrinseco: annullarci di fronte a noi stessi, davanti agli altri e davanti a Dio. Ci inorgoglisce, ci rende superbi fino a farci sperimentare l’umiliazione del non avere nulla tra le mani.

Gesù, vincendo le tentazioni, indica la via possibile da percorrere per chi crede in Lui e nella sua forza liberante. La fedeltà alla Parola e l’obbedienza a Dio, che nella sua Provvidenza ci dona tutto quello di cui abbiamo bisogno, ci restituisce a noi stessi, ci ridona la dignità perduta per il peccato e ci rende veramente liberi, pienamente felici.