20 Aprile 2026

In questa seconda domenica di Quaresima il Vangelo ci invita a contemplare la gloria di Dio che si rivela nell’evento della Trasfigurazione.

Sul monte Tabor assistiamo a un cambiamento che non è svelamento: Gesù mostra ai discepoli la sua natura divina e, insieme, il destino di ogni uomo che si lascia avvolgere dall’amore del Padre. Ciò che il diavolo aveva provato a mettere in discussione nel deserto ora risuona come certezza. Nelle tentazioni Satana insisteva: «Se tu sei il Figlio di Dio…». Sul Tabor, invece, è il Padre stesso a proclamare: «Questi è il Figlio mio…».

L’evangelista racconta che su quel monte Gesù dialoga con Mosè ed Elia, la Legge e i Profeti che in lui trovano compimento. Nel cammino della Quaresima, quindi, questa tappa sul Tabor ci invita a compiere anche noi una trasformazione radicale, per far emergere il bene che abbiamo dentro, la bellezza che spesso si nasconde dietro le nostre paure, abitudini, e ferite.

Abramo ci ricorda che dobbiamo metterci in cammino evitando la tentazione di pensare che sia “troppo tardi”. Dio apre sempre strade nuove, anche quando noi vediamo solo limiti. Questa perenne novità di Dio ci fa brillare; il Suo Amore ci rende radianti. È un vero e proprio innamoramento con Lui quello che dovremmo vivere nella nostra quotidianità che ci permette di vedere la luce anche nelle nostre notti più buie.

La Trasfigurazione, infatti, è risposta all’annuncio della croce e prepara il discepolo a comprendere che se si attraversa quel buio, senza fuggirlo, si arriva alla gloria, si gusta la risurrezione. Saliamo anche noi sul monte, ascoltiamo la Sua voce, iniziamo il cambiamento.