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La focara accesa con i fuochi d’artificio che si aprono sopra il falò, gennaio 2026

La festa di gennaio

Sabato 23 e domenica 24 gennaio 2027, a Carmiano: la processione del sabato pomeriggio, la focara, le luminarie e i fuochi.

Le fiamme della focara e i fuochi d’artificio verdi nella notte

La tradizione

Ogni anno la festa di Sant’Antonio Abate è uno degli appuntamenti più attesi e sentiti della nostra comunità. Si celebra la domenica tra il 21 e il 27 gennaio, pochi giorni dopo il 17, giorno in cui la Chiesa ricorda il grande eremita egiziano, e unisce devozione popolare, tradizioni antiche e il calore di un paese che si ritrova.

Il fuoco di Sant’Antonio

Il fuoco è il simbolo per eccellenza della festa. Secondo la tradizione Antonio strappò il fuoco al diavolo e, nascosto nel suo bastone, lo portò agli uomini come un dono. In suo onore, la sera della vigilia si accende la grande focara, che scalda il freddo di gennaio e raduna tutta la comunità.

Il fuoco è anche segno di purificazione: attorno alle fiamme si ritrovano famiglie, anziani e bambini, in un momento di condivisione che attraversa le generazioni.

La processione

Il momento più solenne è la processione del sabato pomeriggio, vigilia della festa. La statua del Santo, venerata dai carmianesi da generazioni, viene portata a spalla per le vie del paese, accompagnata dalla banda, dai canti e dalla preghiera silenziosa dei fedeli.

Lo stesso pomeriggio si rinnova la tradizionale benedizione degli animali: in ricordo del legame del Santo con il creato, chi lo desidera porta i propri animali davanti alla chiesa per affidarli alla sua protezione.

La statua di Sant’Antonio Abate davanti agli archi delle luminarie al crepuscolo
La statua al crepuscolo, prima della processione

Le edizioni passate